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Articolo:
Enzo Terzano, Io, io, io… mi si rompe il cervello, in Mongolfiera, n. 58, 18-31 maggio 1987.


Io, io, io… mi si rompe il cervello

“…in ogni specie giacciono semi di attrazione per tutte le altre” . (Giordano Bruno)

E’ difficile e solo ciò che è difficile mi attrae, quel rigore, quella dignità si esprimono solo dopo un lungo lavoro, e la difficoltà è nell’insieme, è nell’essere dove si è, infatti la morte è una distrazione. ‘Vocifer/azione’ è uno spettacolo del Teatro Nucleo di Ferrara visto al “Piccolo Orologio Topoteatro” di Reggio Emilia. Il gruppo del Nucleo (Marcello Monaco, Paolo Nani, Harald Schmid, Antonio Tassinari, Nicoletta Zabini) diretto da Cora Herrendorf e Horacio Czertok conta al suo attivo molti spettacoli (Sogno di una cosa; Luci; tre monodrammi e A Media Luz), e una serie, non meno importante di interventi a livello internazionale di una ampiezza che ha dell’incredibile: laboratori e seminari teatrali; corsi per operatori psicoterapeuti e per pazienti in vari Ospedali Psichiatrici; pubblicazione e distribuzione della rivista ‘Cultura’; organizzazione di festival teatrali (Copparo 1980-81) e di congressi (“La donna fra politica e teatro”, Ferrara 1981); incontri di Pedagogia Teatrale ecc. e la presenza del gruppo in prestigiosi momenti teatrali internazionali. Il Teatro Nucleo con ‘Vocifer/azione’ porta con molta naturalezza e umiltà il risultato di una poderosa ricerca sulla voce. Un vero e proprio risultato scientifico quando scienza è un ‘vedere’ e un ‘sapere’ provenienti dall’interno della cosa, diretti al centro della cosa. Voce come conoscenza del Sé, di quel transpersonale che è il mare dell’oggettività, profondo, caldo dove le dicotomie che ci ossessionano vita-morte, assente-presente, pieno-vuoto, sfumano, perdono senso, spessore, forza antagonista e unificano. L’attore del Nucleo tende all’essere impersonale, Czertok chiarisce, in alcuni importanti interventi teorici (esiste anche una pubblicazione facilmente rintracciabile H. Czertok, Approssimazione a Lady Macbeth, Bologna, Ed. Clues), questo punto e ne svela le forti e meravigliose potenzialità. Questo ‘attore-poeta’ che canta il profondo è anche un ‘attore-archeologo’ che trova e riporta reperti sensibili alla luce/tenebra della coscienza dello spettatore. Si tratta di ‘oggetti-trovati’ lontano che si credevano perduti, sentimenti ed emozioni coperti dalla desolante ‘convenzione’ che finalmente riaffiorano e liberano. L’attore del Nucleo è, ancora, uno sciamano, un essere che attraverso la conquista di una difficile ma possibile purezza, si fa conduttore di messaggi archetipali che riguardano tutti. Per parlare del loro teatro e tentare di capire occorrerebbe scrivere molto, è invece possibile vedere i loro spettacoli e sentire quella sensazione di liberazione, di leggerezza che l’assistervi vi dona. Sono certo che il loro lavoro è una grossa traccia, un solco pieno di semi.

Per informazioni: Teatro Nucleo, Via Quartieri 8, 44100 Ferrara

Enzo Terzano