< LIBRI > < ARTICOLI > < CATALOGHI >   < MUSICA > < INTERVISTE >


Articolo:
Enzo Terzano, "Artisti informatizzati?", in Il Nuovo Laboratorio, a. IV, n. 1, marzo-aprile, 1985, pp. 78-81.


Artisti informatizzati?

Colloquio con Carl Rosendahl, presidente della Pacific Data Images (California), sui problemi della computer graphic.

Intervistiamo Carl Rosendahl, Presidente della Pacific Data Images Inc. di Sunnyvale, cittadina prolifica della Silicon Valley californiana, al quale chiediamo la ragione della fortuna crescente a ritmi geometrici della casa produttrice di computer graphics che rappresenta. La Pacific Data Images Inc produce per l’industria dell’intrattenimento televisivo sia in termini di spot pubblicitari che di veri e propri documentari, sempre realizzati con la grafica computerizzata, di elevata qualità dimensionale e cromatica al limite di una percezione in tre dimensioni. Confrontati con la produzione europea – che risente di un gap tecnologico a livello di software apparentemente incolmabile almeno per i prossimi anni – i prodotti della casa americana hanno l’inconfondibile taglio di una tecnologia che si sposa, senza tanti compromessi, con l’invenzione artistica, potendo contare su una computer generated animation system di elevata qualità, che consente un inusitato e largo margine operativo.

Dottor Rosendahl, gli operatori della Pacific Data Images sono tutti tecnici specializzati in computer graphics o fate affidamento su consulenze esterne di altra natura?

R. - Nel nostro studio d’animazione lavorano sei persone. Queste sono specializzate in animazione e programmazione sul computer. Altri tecnici specializzati nell’animazione tradizionale (dove ogni fotogramma nei film viene disegnato a mano) vengono consultati di volta in volta secondo le produzioni che andiamo affrontando. I tecnici del laboratorio sono, come vede, specializzati solo nella parte che riguarda la programmazione al computer.

Su quali tipi di elaboratori state lavorando attualmente?

R. - Usiamo un Vax 11750 e tre computer RIDGE 32.

Il software che avete elaborato consente di inserire dei dati elementari, tipo una descrizione dell’oggetto da rappresentare e le sue caratteristiche fisiche, potrebbe spiegarci semplicemente questo sistema?

R. - I tecnici inseriscono nel computer un modello d’immagine attraverso un determinato programma. Non viene utilizzata allo scopo - se non in particolari casi - una fotografia dell’oggetto da rappresentare da cui trarre i dati, ma è già il programma che contiene tutti i dati elementari e sarà lui a richiedere altre informazioni. In questo modo ci si rende conto delle informazioni che mancano e si possono di conseguenza inserire. Il modello base è sempre presentato dal computer attraverso un’immagine elementare di sfere e coni, sulla quale poi si interviene, inserendo dati più specifici.

Il software che avete ideato risponde direttamente al dato elementare della parola – corrispondente ad un dato oggetto da rappresentare - che richiamate al computer oppure è strutturato secondo quale altro sistema?

R. - E’ tecnicamente possibile per un computer rispondere alle parole e costruire un’immagine in questo modo, ma nessuno lo usa. Sarebbe più facile usare una parola come ‘sfera’, piuttosto che ‘notte’ o ‘giorno’ - poiché questa figura rappresenta una forma che può essere mossa in avanti o indietro o rotolata dal joy stick. C’è chi sostiene che è più facile fare questo tipo d’operazione che usare parole descrittive o descrivere immagini.

Il vostro laboratorio consente di elaborare non solo spot pubblicitari o sigle televisive ma anche documentari video di una certa durata. Dovete affrontare particolari problemi tecnici per questo genere di realizzazione?

R. - Ogni lavoro sull’immagine può essere realizzato con il software attuale. Non è perciò necessario costruire nessun nuovo tipo di equipaggiamento tecnico per la realizzazione di qualsiasi tipo di immagine. Si possono comodamente trarre dai programmi che già esistono ai costi di produzione attuali che non sono molto elevati. Naturalmente se venisse presentata una particolare ed inusuale idea bisognerebbe creare un nuovo software con tutto ciò che ne consegue in termini di investimento e di ricerca.

Appare evidente l’applicazione dei vostri sistemi a fini scientifici e a scopi militari. Ha visto un interesse in questo senso?

R. - E’ possibile usare il computer per la simulazione di volo di un jet, tutto è possibile, ma il nostro laboratorio prevede solo la creazione d’immagini e non vuole simulare il futuro della società. Qualcuno può usare uno strumento come il computer per visualizzare una situazione militare. Lo stesso può essere fatto per un determinato problema scientifico ma in entrambi i casi occorre una maggiore programmazione. Altre compagnie di programmazione, usano computer differenti (che costano circa cinque milioni di dollari) che possono per esempio simulare in tempo reale “e g” un simulatore di volo per addestrare un pilota. Naturalmente è meglio per un aereo scontrarsi in volo simulato.

Si possono realizzare film di durata normale con il vostro sistema? I costi eventuali per questo genere di realizzazioni sono a livelli di accettabile convenienza o sono solo ipotesi di laboratorio?

R. - Costerebbe, con il metodo attualmente usato, molto di più fare un film, poiché il film richiede una più alta definizione di quanta ne richieda un video. Se provassero - ma non lo farebbero - a fare un film, il tempo necessario al computer per realizzare tali immagini a così alta definizione renderebbe l’operazione estremamente costosa.

Esistono secondo lei dei tecnici creativi vale a dire degli artisti informatizzati o siamo ancora alla divisione fra tecnici dediti alla programmazione e alla elaborazione dell’immagine e creativi che questa immagine la ‘immaginano’ appunto, inserendola in uno story board che viene poi informatizzato?

R. - Ci sono molte persone coinvolte nel creare nuove immagini, artisti e tecnici. Il nostro laboratorio preferisce usare persone con un background artistico - qualcuno arriva dall’animazione altri dalla grafica. Qualche volta siamo noi a fare i disegni ma più spesso è il cliente a fornire l’immagine che desidera sia realizzata. Questo è un caso in cui gli artisti hanno bisogno dei tecnici per completare la loro idea. Non è possibile per un artista sedersi di fronte al computer e fare le immagini, ha sempre bisogno di un assistente tecnico. Gli artisti disegnano uno story board che viene poi prodotto in dati per il computer e in questo senso c’è una continua collaborazione fra l’artista e l’operatore del computer. Ma più correttamente per usare bene il sistema ci dovrebbe essere qualcuno che sia artista e tecnico contemporaneamente.

Sulle applicazioni tridimensionali del vostro sistema…

R. - Quando in data-base è costruito il modello nel computer, questo già comprende la terza dimensione. Così il modello che costruiamo deve essere 3D anche se dovrà risultare piatto (la terza dimensione viene comunque definita). La prospettiva può essere quella corrispondente ad una macchina fotografica con obbiettivo di 50mm per una visione normale, di 20mm per un grand’angolo e di 500mm per una telefoto. In questo modo la “strenght of perspective” può essere controllata. Tutto ciò non ha niente a che fare con l’ologramma.

Verso l’intelligenza artificiale quali applicazioni future?

R. - Hanno realizzato un “test shot” per uno spot pubblicitario in 3D tridimensionale, in rosso e verde. Funzionava molto bene ed è stato un esperimento interessante. E’ possibile che ciò possa essere un’anticipazione per il futuro, ma al momento il televisore non è tecnologicamente in grado di riprodurre un’immagine tridimensionale.

Enzo Terzano