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Articolo:
E. Terzano, "Il basket. Parafrasando Roland Barthes" in Il nuovo laboratorio, Bologna, a. V, n. 1-2-3, aprile- giugno, 1986, p. 11.

Il basket. Parafrasando Roland Barthes


La virtù del basket è di essere lo spettacolo del gigantismo umano. Vi troviamo l'enfasi di un racconto epico inscenato. Del resto il basket è uno spettacolo 'in interno' che partecipa al look tecnologico, dell'artificio: neon e fotoelettriche, più 'bomboniere' architettoniche rumorose pannelli in plexiglass e pavimenti mefiticamente plastificati.
Gli fanno da contorno platee e scalinate dove siedono gli elaboratori di emozioni 'staccate', ridotte ai pochi clou del canestro. Gli altri - i tecnici - credono che il basket sia una soluzione spettacolare liquida, in luogo di una serie ininterrotta di 'frammenti' di bravura. Spettatori e tecnici sono dunque giocati in diverso modo 'dal frammento'. Quel continuo procedere orgasmatico che è il derby, prevede una apertura e una chiusura, un inizio ed una fine dell'azione. Non già un prodotto finito, con una durata che corre, sempre la stessa ma sempre diversa, davanti ai nostri occhi.
Il Tempo, dunque, il basket lo cancella, e ne viene inesorabilmente cancellato. Il piacere che provoca, in assenza di una durata nel Tempo (il basket non ha gesti simbolici che rimandano ad altro, fuori che a se stesso), è di superficie, un solo tratto, irripetibile, un pomeriggio estorto dal fluido trascorrere di una vita. Dal suo 'spettacolo' non si trattiene altro che un Tempo perduto, un'emozione che non si storicizza proprio perché non è confrontabile con se stessa. Anche se rivedrò in video lo stesso derby, non sarò più lì presente al mio punto di vista, è inequivocabilmente un altro a vedere per me. Ciò è il destino tecnologico dello sport scientifico, dell'atleta automa di bravura. Non più, eroicamente, interprete ludico del mio piacere del corpo estetico, se non attore della sua possibilità di essere nel movimento, ma scatola imbrigliata dall'esibizione individuale, esterna a me, per me non significante.

Enzo Terzano