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Articolo:
E. N. Terzano, "Un profumo d'antico" in Nuovo Oggi Molise, Campobasso, quotidiano, 17 luglio 1996.


Un profumo d'antico

Secondo la guida turistica Viaggiare bene in Italia della Mondadori nel Molise ci sono pochi paesi che vale la pena di vistare. Uno di questi paesi è Guglionesi. Situato su una collina a pochi chilometri in linea d'aria dal mare: vede benissimo le isole Tremiti nei giorni limpidi schiariti dalle brezze, così come vede gli Appennini e la valle del Biferno per un lungo tratto.
Forse proprio questa possibilità di dominare con un colpo d'occhio una vasta fetta di costa e di entroterra che ha attratto, nel medioevo, l'attenzione di nobili Longobardi che ci costruirono un castello. Il castello di Guglionesi esisteva certamente prima del 1O49 anno siglato su un documento contenuto in un Codice Diplomatico del Monastero di Tremiti, che cita la tenuta. Il castello in seguito fu sviluppato dai Normanni tanto che fra '2OO e '3OO Guglionesi era il centro più importante fra Abruzzo e Puglia. Testimonianza di questa importanza religiosa e strategica si può vedere nella chiesa di San Nicola, di cui parleremo più avanti, che reca i segni della cultura Templare. Il tempio di San Nicola è stato eretto lungo la via adriatica alla Terra Santa. Guglionesi, probabilmente per un lungo periodo, è stata un'importante stazione di sosta per i pellegrini e i crociati che dal Nord Italia e dall'Europa si recavano a Brindisi e a Otranto per imbarcarsi.
Certamente l'importanza avuta da Guglionesi, ad un certo punto della sua storia, è visibile come tracce nelle opere d'arte soprattutto nell'architettura. Quello che nel tempo è sopravvissuto a cataclismi naturali e all'incuria umana, è oggi visibile e vale la pena di organizzare una giornata d'escursione per visitare questo paese.
Il centro storico di Guglionesi, tutto medioevale appunto, è organizzato in un'ogiva segnata da tre strade, al cui centro dimora la Chiesa di S. Maria Maggiore fresca di restauro (1993-1995). L'ogiva del paese vecchio se vista dall'areo assomiglia, nelle sue linee essenziali, alla mandorla di luce nella quale veniva fatta ascendere, secondo un'iconografia medioevale, la Vergine in cielo. Non è un caso che il nucleo medioevale di Guglionesi sia costruito secondo un disegno che è il simbolo del femminile. Per questo al centro di questa mandorla c'è la chiesa dedicata alla Vergine Maria. E probabimente, al riguardo, ci sono anche altre profonde motivazioni.
La facciata di S. Maria Maggiore del XVII sec., si apprezza per la sua sobrietà così gli interni a tre navate ornate da cinque tavole cinquecentesche (fra cui segnaliamo quella dell'Assunta di anonimo). Sull'altare dedicato al patrono di Guglionesi una tela del Bardellino raffigura S. Adamo (1796) dipinto con il sentimentalismo un pò stucchevole dell'epoca. Prima di penetrare nella notevole cripta del XII sec. non dimenticate di poggiare lo sguardo su un fonte battesimale in pietra del '2OO, dalle linee forti ma pregevoli.
La cripta una della più grandi e integre del Molise è stata a suo tempo costruita, come comunemente accadeva all'epoca, con colonne provenienti da altre costruzioni preesistenti. Capitelli diversificati, secondo l'uso medioevale, con teste e fiori. La cripta ha adiacente la Cappella di S.Adamo con un ciclo di affreschi tardo rinascimentali (1587) di un certo interesse.
Uno dei motivi principali, però, per cui si viene a Guglionesi è per vedere la chiesa di San Nicola. Fondata nel V o VI sec., definita nel XII sec., e riedificata molte volte in mille e cinquecento anni fino all'ultimo restauro (discutibile per gli interni) fatti fra il 1971 e il 1972. La chiesa è romanica e all'interno è disposta in tre navate con archi a sesto acuto, basanti su colonne che recano tracce di simboli che agli storici dell'arte di oggi interessano purtroppo poco. Una croce Templare con una scialbatura rosso bruna lungo una colonna portante e una lapide con su scritto "Solo pel li fratelli", con la T a forma di croce, poi più avanti il bassorilievo di un bue con le corna, e sulla facciata una testa fra con le mani aperte nelle cinque dita, decorazioni floreali e altri simboli che meriterebbero una maggiore attenzione recanti le tracce di una fede intensa molto legata al conseguimento interiore. Da vedere c'è anche la cripta -senza volta- che ospita una statua lignea di San Nicola di scuola napoletana del '700.
Proprio in onore di San Nicola ad opera dell'instancabile Presidente di un comitato locale, Antonino Pace, si cerca di far rivivere la fede popolare nei giorni in cui si festeggia il Santo dall'8 al 1O agosto* di ogni anno, attraverso una serie di iniziative fra cui una sfilata storica di una caravella con gruppi in costume e l'esecuzione di canti corali in dialetto locale.
Un rapido passaggio in una delle tre vie maestre del centro storico lo consiglierei per vedere la facciata di S. Antonio da Padova chiesa con vistosi elementi gotici emersi nei lavori di restauro compiuti nel 1989. Decisamente interessante il portale in pietra e i resti del rosone; gradevoli anche le monofore gotiche.
Due i palazzi patrizi da visitare con il consenso dei propretari in particolare il salone di Palazzo De Socio con affreschi dell'8OO un pò pomposi E il Palazzo Leone lineare e severo come si addiceva ad una timorata famiglia di nobili.
Lungo le strade del paese si affacciano altre otto chiese, di cui la maggior parte in restauro, fra le quali spicca il voluttuoso barocco di S. Felice*.
Il centro storico è lastricato in lava e si affaccia sulla villa comunale dove avviene il passeggio pomeridiano e serale, congiunto al "lungomare" dove si possono gustare le bellezze umane, con in taluni il sapore dei greci e in altri lontane scialbature di Mori, insieme a qualche buon gelato artigianale.

Enzo Terzano