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Articolo:
E. Terzano, "Indisk di Slawomir Mrozek" in Panda's Over, Torino,
n. 7, luglio, 1985.
Indisk
di Slawomir Mrozek
Messo in scena, al teatro Dehon di Bologna dalla compagnia la Senty
Menti, "Indisk" (Il Tacchino) di Slawomir Mrozek. Prima tappa
di un tour che si annuncia faticoso in linea con il destino delle compagnie
di recente formazione che vendono con difficoltà dei prodotti
spesso intelligenti e che meritano senz'altro un pubblico.
"Indisk"
scritto all'indomani del rovesciamento del regime staliniano in Polonia,
esplora sotto la veste consunta della farsa, un passato, allora recentissimo,
dove fra apatie e decadenze si assisteva "allo sfacelo di un mondo
culturale" tutto votato a sfiorare appena, con argomenti e temi
artificiosamente distaccati dalla realtà, i problemi di una società
"insicura" nelle scelte e messa di fronte ad un presente tutto
da costruire su nuove basi ideologiche ed economiche. In tutto ciò
vi ha parte la limitazione istituzionale della cultura che alimenta
quel marasma e quella mancanza di idee, quell'inerzia dell'esistenza,
tipiche delle democrazie popolari, ma anche, si può obiettare,
delle democrazie economiche, le nostre, dove le limitazioni culturali
sono di ordine diverso, economico appunto, con funzionalizzazioni della
cultura che, come lì, assumono la veste di limitazioni alla creazione
artistica.
Un testo, quello di Mrozek, che si apparenta al teatro dell'assurdo
e che dissimula, i vuoti e le inconcludenze di un apparato culturale
governativo, in metafore grottesche nei dialoghi-battute e nelle caricature
stilizzate di personaggi (il Poeta; i contadini; il Duca; il Capitano)
al limite di un cinismo iconoclasta, commentatori assurdi, apatici e
partecipanti, ebeti e saggi nello stesso tempo, di una realtà
fissile e senza uscite.
Marco Cavicchioli, con una produzione 'Il Carro e la Maschera', dirige
lo spettacolo e interpreta il ruolo del Poeta. Cavicchioli adatta il
testo originale e ne riduce i riferimenti specifici alla situazione
polacca e invece conserva intatte le indicazioni dell'autore per la
messa in scena. Si tratta di un testo denso di un'atmosfera allucinata
e quasi fantascientifica.
D.
Gli chiediamo quali le ragioni della scelta del testo di Mrozek,
e soprattutto la scelta di un testo, in un testo, in un periodo dove
le nuove compagnie non amano molto lavorare sul teatro di parola
R. Ho scelto il testo di Mrozek perché semplicemente fra
tutti quelli letti mi è piaciuto di più. Noi come compagnia
non abbiamo mai fatto teatro di parola, nel senso che questo è
il primo allestimento dove un testo viene pressoché rispettato
integralmente. Il teatro di parola per noi è un momento di verifica.
Saggiamo vari generi e non vedevamo il perché non sottometterci
ad un testo, specie quando si tratta, come in questo caso, di un testo
della drammaturgia contemporanea, che vale la pena di mettere in scena
perché non viene letto da nessuno.
D. Con una messa in scena molto tradizionale il tuo teatro pare
non contemplare linee molto trasgressive
R. Innovazioni ci sono. Per esempio non uso alcun effetto luminoso,
la luce è semplicemente funzionale, fissa, ed ha solo dei crescendo
di intensità. Ha disturbato molto il fatto che la scenografia
fosse gialla e bianca e non concedesse riposo allo sguardo con atmosfere
particolari. Nella recitazione poi ho privilegiato ritmi e gesti molto
lontani dal teatro tradizionale. Ho privilegiato il quotidiano teatrale
cioè le parti del quotidiano che risaltano al punto da essere
già un fatto teatrale.
D. Nella scenografia si predilige il colore mentre le linee annunciano
un design contemporaneo.
R. Sì è vero. Anche per i costumi e le acconciature
ho privilegiato un look molto contemporaneo. I costumi sono di Loretta
Mugnai che lavora anche per i Magazzini Criminali. Li ho amati molto
perché pur essendo teatrali risentono di una certa quotidianità.
D. Sembri privilegiare un metodo di recitazione introspettivo
R. Si Strasberg e Stanislavskij ma filtrati attraverso la mia
esperienza.
D. I vostri manifesti e le locandine sono firmate da Andrea Pazienza
R. Sì, abbiamo uno stretto legame di amicizia, ci tengo
molto a lavorare con lui, anche perché è un fan di tutti
i nostri spettacoli.
Scheda
tecnica
Gli
attori sono: Maria Cristina Bertolozzo, Alessandro Zama, Marco Cavicchioli,
Luigi Monfredini, Maurizio Cardillo, Mario Giorni, Wladimiro Amadeo.
Scene: Gabriele Cavicchioli.
Costumi: Loretta Mugnai.
Adattamento e regia: Marco Cavicchioli.
Enzo
Terzano
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