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Articolo:
E. Terzano, "I miei sogni sopravvivono attraverso i film. Incontro a Parigi con Lionel Soukaz", in Sipario, Milano, a. XXXVIII, n. 426, ottobre, 1983.

"I miei sogni sopravvivono attraverso i film". Incontro a Parigi con Lionel Soukaz.

PARIGI - Viaggiare ancora sull'onda dell'"Indipendent Film making", per citare il famoso saggio di Lenny Lipton divulgatore, con una completa guida dall'8 al 16mm, di una pratica atipica nel cinema che è quella underground e sperimentale, in pieno anni '80 costringe a dovute riflessioni. Abbiamo visto a New York, in quel tempio dell'underground che è l'Anthology Film Archives varie video art review recenti e meno recenti. Fra questi ultimi gli storici esperimenti che Nam June Paik, Marchall McLuhan, Charlotte Moormann, John Cage ed altri, conducevano sul nuovo mezzo ad onta di ogni iniziale difficoltà tecnica. Su queste basi tutta una serie di giovani e recentissimi hanno fondato una pratica di videomaking interessantissima gettandosi con profitto in esperimenti e manipolazioni e perché no economiche produzioni fuggendo dagli elevati costi e fatiche e dipendenze che il supporto fotografico impone. Non che si guardi qui al Made in Usa con fascinazioni facili che Lucio Villari direbbe sentimentaliste, anzi è con l'occhio pragmatico che noi europei dovremmo acquistare appieno per una consapevole co-dominazione dell'"irrimediabile futuro" che è l'America. Incontrare così il parigino Lionel Soukaz in uno studio pieno di pellicole e supporti e giuntatrici fa volare il presente all'indietro di almeno due lustri. Oggetto di riconoscimenti recenti, Lionel Soukaz, vede i suoi films, tra cui "IXE" ferocemente censurato fino a Luglio '81 e costantemente attaccato dalla stampa di destra, inseriti in una prestigiosa rassegna a Beaubourg sul cinema sperimentale francese. Ci si accorgerà che l'esperimento viene relegato in margine ad un lavoro sul linguaggio di notevole interesse, ma purtroppo vittima di quell'inattualità del mezzo che fa molto provincia dell'impero, ed all'incomprensibile rifiuto di attendere all'immagine nella sua pur minima istanza di non importa quale rappresentazione.

Soukaz - Oggi i miei films passano senza le censure di un tempo questo non può che farmi piacere. All'inizio quando "IXE" è uscito in Francia è stato molto discusso e gente come Dominique Noguez (critico cinematografico - ndr) non l'amò affatto. Sono poi partito per gli Stati Uniti, il mio film è stato mostrato a Jonas Mekas e ad altri importanti filmmakers e devo dire che la reazione fu molto positiva. Solo dopo quei riconoscimenti lo hanno programmato a Beauborg.
Sipario - In "Maman que man" tu, tua madre, i tuoi amici, un fatto molto privato…
Souzak - Mi sono sempre interrogato sulla funzione della fotografia… prima di tutto è l'immagine, l'idea che scattando una foto io arresto la morte… ma mére mourant et moi grandissant… così ho reso mia madre eterna e dunque anche a me stesso. Per me è necessario che la gente veda con gli occhi…
Sipario - Mi viene in mente Roland Barthes…
Souzak - E' molto bello che tu parli di Barthes. Ho letto "La chambre claire…" e questo mi ha colpito molto. L'ho incontrato due o tre volte, ma non ho mai potuto parlare più a lungo con lui, del resto le occasioni mondane come sono strutturate oggi ti impediscono di parlare con la gente. Dopo aver letto quest'uomo che pone tante domande sulla morte e che dice: se mia madre muore io morirò appena dopo di lei - cosa che poi è avvenuta - che attraverso la fotografia, l'immagine, cerca di comprendere cos'è l'istante, il mondo, mi ha molto commosso e toccato… è tutto molto complesso non voglio far altro che nuotare nella piscina dell'amore… il mio prossimo film sarà sull'amore probabilmente.
Sipario - La tua vita è il tuo film e il tuo film è la tua vita?
Souzak - Io sono qualcuno che vive nel sogno ed è per questo che faccio films. Cerco grazie ai miei films di aiutarmi a vivere ed aiutare i miei sentimenti e sogni a sopravvivere. Tutta la mia vita è una interrogazione sui miei films e tutta la mia vita è una interrogazione sulla mia vita.
Sipario - Nonostante le apparenze non riesco a leggere nelle cose che dici, l'intento edificatore di una filosofia della sofferenza…
Souzak - Questa società, il mondo industriale moderno, è bloccato in tabù che sono completamente strangolatori e ho sentito il bisogno di vivere in funzione dei miei sentimenti. Gridare la nostra pena, i nostri problemi, non vuol dire costruire una filosofia della sofferenza… l'amore è più forte della morte… e oggi vivere con una ideologia della morte è impossibile, essa non ha più parte nel rito della vita è stata espulsa e rimossa. Ma la cosa più triste è che oggi la maggior parte della gente non è più capace di riflettere su sé stessa. E ogni volta che vedo delle persone che fabbricano una filosofia della morte, una filosofia della sofferenza, penso che ciò derivi e sia una esatta rappresentazione dei traumi prodotti dal cattolicesimo, dalla religione e dalla Chiesa.
Sipario - Un'ultima domanda: come organizzi la produzione dei tuoi films e come mai dedichi uno sguardo così distratto alla tecnica?
Souzak - Non mi interessa la tecnica anche se c'è gente che ci flirta in maniera esagerata… dei miei films io sono il produttore, ho voluto fare così per non trovarmi nella situazione che qualcuno possa dirmi di tagliare qualche scena: sarebbe intollerabile. Della carriera non m'importa assolutamente nulla e nessuno riuscirà ad annoiarmi con questo argomento.

Enzo Terzano

SCHEDA FILMOGRAFICA
Di Lionel Soukaz

1976 - Paris Chausey 1h
1977 - Lolo Megalo blessè en son honneur 25'
1978 - Boy Friend I 15'
1978 - Boy Friend II 35'
1979 - Race D'Ep 1h30'
1980 - La Marche Gay 15'
1982 - Maman que man 50'
1983 - Sea Green
Peplum in montaggio.