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Articolo:
E. Terzano "Un tappeto verde di flashes e avventure", in Sipario,
Milano, a. XXXIX, n. 431, marzo, 1984.
Un
tappeto verde di flashes e avventure
Ritorno in scena
di "Verdi sponde" (lo spettacolo del Padiglione Italia, presentato
nell'82) in una rassegna curata da Carlo Infante sulle "nuove sensibilità
teatrali" al Teatro Spaziozero di Roma. "Senzorbita"
comprende sette spettacoli (Taroni-Cividin-Marsico; Padiglione Italia:
Gustavo Frigerio; Santagata-Moranti; Teatro degli Dei; Rà; Raffaello
Sanzio) accuratamente selezionati tra le cose apparse negli ultimi due
anni in Italia e prevede deliberatamente interventi diversissimi l'uno
dall'altro. Un po' un percorrere a ritroso ciò che la sperimentazione
ha prodotto fuori le tendenze o al loro margine e riproporle come dato
di un'intelligenza che esplosa, si è dissolta, lasciando comunque
un confine e lì delle vedette a osservare le macerie tuttora
pulsanti e riutilizzabili. Che sia buona scuola per i nuovi ma anche
per gli stessi protagonisti che, rinfrancati dall'attenzione per nulla
sopita verso i "limiti del rappresentabile", si possono finalmente
osservare con distacco e continuare a rimodellare la loro "crosta
tecnologica"sotto il segno, ci auguriamo, di una più consapevole
codominazione del mezzo tecnologico. Questo non è esattamente
il caso di "Verdi sponde" del Padiglione Italia (durata trentacinque
minuti, contro gli iniziali venti) che semmai, al tecnologico, ha sempre
preferito la "lucida pazzia", le "avventure", le
"fughe notturne", la "passione", il godimento doloroso
di contatti "troppo brevi per essere vissuti"; ma anche l'inebriarsi
per le "apparizioni fugaci" per i "flashes" e i
"clic" sempre cercando di rimanere "intatti dentro i
luoghi dell'inconcludenza". Ad Andrea Taddei abbiamo rubato degli
indizi.
D. - Il
vostro teatro è senza parola
R. - Fino a questa esperienza non ci è sembrata indispensabile.
Nel prossimo spettacolo i testi ci sono. Comunque rimangono solo un
elemento. Uno spettacolo solo con la parola non può essere fatto.
Abbiamo pensato di registrare il teatro in uno studio di fonologia per
portargli delle manipolazioni.
D. - Chi ami?
R. - I Raffaello Sanzio.
D. - L'enfatismo?
R. - E' morto con l'Alinovi. Se momento di gloria dovrà
avere è fra quarant'anni.
D. - L'azione pittorica è il vostro teatro
R. - Non cade a caso il mio lavoro con Sylvano Bussotti e questo
amore per il teatro comprende le quinte dipinte ed è un discorso
che mi diverte.
D. - Negli specchi di perspex leggermente concavi il pubblico
si vede in alcuni punti di vista
R. - Il perspex è comodo perché è leggero.
Si trasporta bene. Lo specchio è fragile ma darebbe un'immagine
più vera per uno spettacolo pulito come questo
D. - E' molto stilizzato
R. - Sì.
D. - La scena è un biliardo e il fondo è bianco
R. - Bianco e nero, le quinte sono sempre di questi colori. Il
biliardo è l'importante. Può essere messo in qualsiasi
zona
D. - Meglio se visto dall'alto
R. - E' la visione che di questo spettacolo si deve avere.
D. - Il gioco
R. - Si gioca. Con tutto il rischio che il gioco comporta.
D. - Le sfere rotolano sul panno
R. - C'è un teorema. Quando la sfera in un punto e solo
in un punto tocca su un piano: dicesi tangente. La sequenza dei punti
che tocca rotolando è la traiettoria. Lo spettacolo dura pochissimo
ma potrebbe durare in eterno. Clic tutto cambia. Clic tutto si trasforma
D. - Avere dei quadri. Clic è un quadro. Poi un altro
e altri ancora. Un assemblage di quadri quasi fonografici nella tecnica
ma pittorici nel risultato
R. - La sequenza è interminabile
D. - Non ha inizio, non ha fine: a ritroso, alternato, conseguente
R. - La sfera batte con la sponda e forma una traiettoria: un
progetto per andare in buca. L'azzardo.
D. - Baro! Una volta hai messo la biglia nella buca
R. - Sì.
D. - Lo spettacolo è progettato? Vale a dire hai disegnato
la sequenza?
R. - Sì. C'è una trama, comunque dipende dalla
serata.
D. - Anche se in apparenza può sembrare, in realtà
non c'è reiterazione, il gesto non si ripete ma si evolve e regredisce
R. - E' una cosa che abbiamo sempre evitato. Non andiamo avanti
per ripetizione, anche perché lo spettacolo si basa sulla meraviglia
e lo stupore. Si accende la luce
e c'è una sorpresa
D. - E' uno spettacolo abbastanza gelido
R. - Prende il cuore solo a chi ce l'ha d'ardesia
D. - Friabile
R. - E duro.
D. - Però è un delitto!
R. - No! C'è una donna che si addormenta stesa sul panno
D. - E il tuo cancellare le impronte dalla cornetta del telefono?
R. - E' il controgesto dello sporcare il vetro
D. - Già, sullo specchio c'è scritto in inglese
col rossetto: "ho cambiato idea"
R. - E' una citazione da "Marocco"
Enzo Terzano
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