< LIBRI > < ARTICOLI > < CATALOGHI > < MUSICA > < INTERVISTE >


I "graffi dell'Anima"

Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica alta formazione artistica, Accademia di Belle Arti di Foggia, Provincia di Foggia

 Graffiando l’anima di Pablo Neruda

 Mostra d’incisione degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Foggia

 Museo del Territorio (Foggia) Maggio-Giugno 2001

Indice: “Introduzione” di Savino Grassi; ”Il libero canto della realtà” di Maria Carmela Stella; “I ‘graffi dell’anima’” di Enzo N. Terzano; “Storia da raccontare…” di Alessandro Pitré; Elenco degli artisti; Opere.


L’incisione, nella forma più conosciuta, è una tecnica artistica, e dunque un mezzo d’espressione, che si apparenta in maniera intima con la stampa e ne porta i connotati essenziali. La sua diffusione è coincidente con l’invenzione di Gutemberg e la sua fortuna e popolarità è legata all’affermazione della cultura del libro stampato e alle immagini che lo accompagnavano.

Forse per questo l’incisione mantiene la sua aura d’espressione a cavallo fra alcune arti, come segnalerà Alba De Sario nell’intervista che segue, forse perché è figlia della tecnologia, quella stessa che poi ci ha fatto apprezzare la serigrafia, la fotografia, il fumetto, la Tv, il cartone animato, fino ad arrivare ai videogames e agli ambienti cyber.

C’è un filo sottile che lega queste cose, che al primo sguardo non si afferra, ma se ci riflettiamo un poco, non è difficile leggere le connessioni e comprendere l’intimità che c’è, per esempio, fra fumetto e incisione. L’incisione, come tecnica e come mezzo d’espressione, ha molto fascino tanto che è divenuta, per molti grandi artisti, uno strumento e una compagna di viaggio con cui hanno realizzato splendide opere.

In occasione della mostra annuale della Cattedra d’Incisione dell’Accademia di Belle Arti di Foggia abbiamo pensato di intervistare i Docenti il Prof. Bruno Loporchio e la Prof.ssa Alba de Sario per sentire la loro esperienza.

D. Prof. Loporchio quali sono i motivi alla base della realizzazione della mostra d’Incisione?

BRUNO LOPORCHIO. Da una parte c’è il desiderio di far conoscere il nostro lavoro al pubblico e, contemporaneamente, cercare di dare ai ragazzi la possibilità di rapportarsi con il territorio e quindi la mostra è anche un fatto promozionale. In questo modo i ragazzi si sentono coinvolti all’interno di un contesto culturale più ampio, non ristretto alla sola Accademia. Allora la mostra diventa un’occasione che li può stimolare all’impegno e alla ricerca.

D. Alla mostra partecipano tutti gli allievi?

BRUNO LOPORCHIO. Si, riguarda coloro che seguono la materia. Abbiamo adottato però una certa selezione e abbiamo scelto coloro che hanno lavorato sul tema proposto legato alle poesie di Neruda. Non tutti hanno lavorato su questo tema e noi abbiamo rispettato questa libertà.

D. Prof.ssa Alba de Sario qual è il suo rapporto con gli studenti, e in che modo insegnate la materia, i sistemi, la tecnica, i segni… ?

ALBA DE SARIO. Per quanto mi riguarda faccio un poco da mamma, nel senso che mi piace scoprire l’anima dei ragazzi, e come primo impatto sono l’amica, la sorella… Credo che in qualsiasi studente si riesca ad estrarre, nei suoi vari momenti e situazioni interiori, un segno dell’anima. Questi segni li chiamo i “graffi dell’anima”. Nella mia materia questi ‘graffi’, sono fondamentali, poiché se l’allievo riesce a stabilire un buon rapporto fra segno e ciò che sente dentro di sé, una gran parte del lavoro è già andato a buon fine. In questo senso si riesce non solo a capire la psicologia del ragazzo, ma, soprattutto, si può dargli uno strumento, una spinta, affinché possa esprimere i suoi sentimenti e veicolarli nell’opera.

D. Fate un lavoro personale con gli studenti?

ALBA DE SARIO. Mi piace soprattutto questo: seguirli uno ad uno, parlare molto con loro e poi vedere che arte producono.

D. C’è una distinzione fra Accademie di Belle Arti e Licei artistici e Istituti d’Arte nel rapporto con gli studenti, simile a quello che si stabilisce fra l’università e la scuola superiore?

BRUNO LOPORCHIO. Direi di si. In sostanza noi lasciamo massima libertà tematica ai ragazzi. Naturalmente li indirizziamo sul piano tecnico e stilistico. Quando osserviamo qualche mancanza, o dubbio nel senso dei contenuti, interveniamo per insegnare come costruire un discorso coerente, utile anche per la produzione individuale successiva. C’è sempre un dialogo con gli allievi. Così se sono figurativi e non-figurativi, o sono indecisi se essere l’uno o l’altro, in ogni caso proviamo a scogliere i loro dubbi e fare in modo che l’allievo scopra ciò che veramente gli piace e si addice di più al suo piano espressivo.

D. Come insegnate i rudimenti tecnici agli studenti?

ALBA DE SARIO. Non c’è una vera e propria distinzione fra terzo e quarto anno poiché se il ragazzo è appassionato alla materia, noi diamo delle direttive, spieghiamo segreti, li incuriosiamo e i ragazzi presto realizzano una lastra e si cimentano volentieri con questo mondo. A loro affascina il fatto sperimentale, l’incisione è una materia strana nel senso che è a cavallo fra vari specifici artistici… l’importante è incuriosirli e stimolarli, tutto il resto va da sé. Ho voluto questa mostra su Neruda proprio perché credo che le arti si compenetrino un po’ tutte e siano collegate.

D. Come mai la scelta proprio di Neruda?

ALBA DE SARIO. La scelta di Neruda è stata un po’ per caso, avevamo un testo, e leggendo le poesie, c’è stato il desiderio di riuscire ad esprimere con il segno grafico le emozioni mirabilmente espresse nei versi.

D. C’è un rapporto fra poesia e incisione?

ALBA DE SARIO. C’è un rapporto fra tutte le arti. Anche una semplice piuma vola di qua e di là, ti accarezza il cuore e la fronte, e riesce a darti molte cose… io penso che non riusciamo ad immaginare fino a che punto le arti possano, con la loro forza, interagire l’una con l’altra…

D. Che augurio facciamo agli allievi?

BRUNO LOPORCHIO. L’augurio è quello di migliorare in tutti i sensi, sia da un punto di vista umano, che artistico, per esprimersi sempre meglio e più a fondo. L’Accademia la vedo come una scuola di perfezionamento e specializzazione. I ragazzi che vengono dalla più svariate scuole trovano nell’Accademia gli elementi essenziali per mettere a fuoco gradatamente la loro passione artistica, che avevano già in sé, ma che ha bisogno di trovare una chiara qualità espressiva, con l’aiuto di una guida adeguata. 

Enzo Terzano

  

Testi: Savino Grassi, Enzo N. Terzano, Maria Carmela Stella, Alessandro Pitrè.

Cura: Bruno Loporchio, Alba de Sario.

Foto: Luigi Sardella, Domenico Carella.

Progettazione grafica di: Piero Roca.

Artisti: Antonio Sacco, Piero Roca, Igor Imhoff, Agostino Iannone, Rosaria di Rienzo, Francesca Ricciardi, Angela Mastromatteo, Marisa Agostinelli, Rosalia Clemente, Graziano Urbano, Maria Jessica Tamaro, Maria Pelullo, Katia Montecalvo, Daniela Pascarelli, Patrizia de Matteis, Tiziana Daluiso, Maria Scaringella, Florinda Lo Conte, Teresa Solimando, Francesco Petrone, Luisa Scarnecchia, Libera Falco, Stefania de Santis, Maria Pia Carelli, Maria di Lascia, Concetta Lauda, Maria Rosaria Inglese, Tiziana Sportaiuolo, Maria Grazia Scaperrotta, Luana Nocerino, Benedetta Spagnuolo, Salvatore Marchesani, Delia Apparente, Rosaria Russo, Claudia Manganiello, Graziano Urbano.