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Assedio

Progetto per un film narrativo. Scritto nel 1981. Tipologia: lungometraggio narrativo. Soggetto e sceneggiatura di E. Terzano.

“Bologna, una camera d’ospedale, una ragazza delicata, chiara di carnagione di nome Marcella, ha il braccio ingessato, distesa sul letto legge. Un’infermiera annuncia la visita della madre, precipitosamente venuta da Genova. La madre è una signora molto intoelettata per la sua età, preoccupata più della sua emicrania psicosomatica che per le ferite della figlia. La camera privata presa in ospedale, le attitudini e i vestiti della madre fanno supporre di un’ottima posizione sociale.

Una visita segue ancora: si tratta di Nicola uno studente universitario che ha interrotto gli studi da un paio di anni, vive di espedienti, un po’ aiutato dalla sorella, in una stanza-garage dove custodisce qualche vecchio mobile e una moto alla quale pare molto attaccato.

La madre li lascia soli preoccupata di fare urgenti commissioni in città. E’ qui che si innesta il primo dialogo fra Marcella e Nicola sul loro rapporto d’amore e dei problemi e delle tensioni che si trovano a vivere. Decidono di fare un viaggio in moto, culturale-affettivo, dove potersi trovare soli e affrontarsi.

Il viaggio ad Altilia nel Molise sembra nel progetto poter garantire la tranquillità cercata. Ma il silenzio del posto e il suo isolamento non fanno che accrescere i problemi fino ad allora soffocati dalle occupazioni e dalle evasioni sintetiche cittadine. Il repentino spostamento nella vicina Roma fa sprofondare la reciproca diffidenza a livelli non più accettabili. Diffidenze che al rientro a Bologna, scoppiano in una lite, voluta soprattutto da Nicola, sicuro, in quel momento, di non aver più bisogno di Marcella.

Marcella dal canto suo perdute le ragioni del suo soggiorno bolognese, parte precipitosamente per Genova dove vive separata dai genitori in un appartamento comprato per assecondare il suo desiderio di autonomia.

Nicola torna tragicamente a ‘bucarsi’: caduto l’appoggio affettivo proveniente dall’amore di Marcella che era riuscita a farlo smettere, era tornato nella condizione disorientata di partenza. L’eroina, tuttavia, non può sostituire l’amore: da qui il viaggio di Nicola per riprendersi Marcella, spinto anche dalla presa di coscienza di un irrinunciabile e pressante bisogno d’amore e di tenerezza.

A Genova, nonostante un assedio d’amore alla casa, trova Marcella poco disposta alla remissività di un tempo anche lei cresciuta, attraverso il rapporto, verso il rifiuto di una posizione di sottomissione.

Barricata in casa con un amante occasionale – Marco – Marcella oppone la sua strategia affettiva rendendosi irreperibile, sfuggendo ai contatti, convinta in qualche modo di poter rimuovere la durezza di Nicola opponendo altrettanta durezza.

Nicola, a sua volta, preda ad una profonda delusione, impreparato di fronte all’apparente rifiuto di Marcella, si ubriaca e finisce a casa di un gay vicino la stazione ferroviaria. Non fa l’amore con lui vuole solo parlare della sua profonda amarezza per la qualità dei rapporti che vive.

Il giorno dopo Nicola fa un’ultima prova e telefona: è Marco a rispondere e impedisce a Marcella di parlare al suo ex. Nicola vive contemporaneamente le tensioni che sente tramite la cornetta e una scena di teppismo vista attraverso i vetri della cabina telefonica, uno shock, un profondo scoramento e la voglia di perdersi di nuovo nella dolce follia dell’eroina. La cornetta abbandonata suona l’allarme per Marcella arrivata ormai tardi al telefono, consapevole solo ora della durezza con cui ha affrontato il ritorno di Nicola.

Un’ansiosa ricerca, con l’aiuto di una sua intima amica Ale, per individuare il luogo dove Nicola potrebbe essere finito.

Sarà Ale a trovare Nicola svenuto, violentato e derubato, in una casa diroccata, luogo di traffici, nei pressi di un settore poco utilizzato del porto.

Ale abbraccia Nicola con le lacrime agli occhi, pure gli era molto affezionato. Ale si affaccia da una finestra chiama Marcella intenta a cercare fra le barche ormeggiate.

Marcella corre: “la camera segue Marcella mentre gira intorno alla casa, si fa strada fra le piante secche, agita il braccio con forza per spostare ciò che trova. Entra nella porta, nel buio fino a scomparirne”.

La loro relazione è giunta ad un nodo: da una parte è finita e dall’altra potrebbe iniziare di nuovo ad un livello di maggiore profondità con l’accettazione del bisogno dell’uno per l’altro.