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Critica d'arte :
Intervento critico dal titolo "I volti del Dharma di Mauro Nolibini", per il catalogo della collettiva Arte Spirituale (Giuliano Cucco, Anna Kaplanidou, Mauro Nobilini e Stefano Toselli), Basilica di San Miniato al Monte, Firenze, 14-28 ottobre 1995.

I volti del Dharma di Mauro Nobilini


I Volti dei Maestri di conoscenza, dipinti da Mauro Nobilini, sono la traccia della presenza del Dharma (l'insegnamento volto alla conoscenza del Sé), nella condizione umana (la dimensione del Nirmanakaya) nella quale il Maestro 'affonda' volontariamente per condividere con tutti gli altri esseri, che lo riconoscono, lo incontrano e ascoltano i suoi insegnamenti, le istruzioni che liberano dal condizionamento e dalla sofferenza. Baba Nityananda, Baba Muktananda, Gurumayi Chidvilasananda, Namkhai Norbu Rimpoche, Satya Sai Baba sono il frutto prezioso di tradizioni e lignaggi di Maestri che trasmettono la suprema attitudine che tutto crea cioé l'arte creativa. Detto con altri termini i Maestri trasmettono: prajna (scr. - 'saggezza') e upaya (scr. - 'metodo'), perfettamente adornati della loro realizzazione in pratica avendo realizzato in sé quelle qualità. Per lo spettatore vedere il loro volto dipinto, per la proprietà del volto 'santo' di recare l'essenza del desiderio di liberazione, è già in qualche modo la via per giungere a riconoscere prajna e upaya. Proprio questa mi appare la valenza che investe i quadri di Nobilini di un valore 'sacro' attivo. Ecco che l'artista per aver compiuto un piccolo percorso verso il sacro, innanzi tutto cominciando da se stesso attraverso la pratica della meditazione, giunge spontaneamente nell'alveo dell'azione creatrice che partecipa della devozione. Più profonda diventa la sua meditazione più vasta e sacra sarà la sua opera. Nelle opere di Nobilini siamo lontani da quel sacro come scenografia e atteggiamento esteriore, quando privi di qualsiasi devozione si descrivono inconsapevolmente lussureggianti e autocompiaciuti panorami concettuali e poi a questi segni, privi di 'potere', gli si danno nomi altisonanti con cui adornare il proprio ego indurito dal dominio che esercita sulla mente ordinaria. Per quanto riguarda lo 'stile', con cui sono stati dipinti questi volti, si pensi innanzi tutto al valore dello 'stile' in quanto ornamento superficiale dell'opera, altrimenti si rischia, come ampiamente accade, di fare del 'linguaggio' la finalità, badando esclusivamente al modus e dimenticando l'essenza. Lo stile è dunque un accidente dell'opera, una coincidenza con il gusto dell'epoca. Al riguardo uno dei segni della confusione e del disorientamento rispetto alla finalità dell'arte, nasce proprio dal rimuovere l'essenza dell'opera (nel caso dell'arte sacra conferire la liberazione attraverso lo sguardo), per distrarsi nelle forme vane dello stile. Sul piano dello stile le opere di Nobilini sembrano rimandare al ready-made, ai fumetti, alla copy art, come qualche critico sostiene, ma l'atto di rimandare un'immagine ad un'altra non ci consente alcuna reale comprensione dell'opera, ci rende al limite eruditi nell'evoluzione delle forme transitorie. In altri termini: il Volto del Dharma assume, nelle epoche, diverse forme, non si ferma nemmeno di fronte ai nostri limiti, ma si adegua alle nostre concezioni dualistiche che necessitano della 'rappresentazione'. Nessun vincolo estetico, come nessuna convenzione, può impedire al Dharma di manifestarsi e di conformarsi a qualsiasi circostanza, con la stessa libertà con cui l'acqua si adegua alle cavità, poiché ciò che è esteriore e temporaneo non ha il potere di impedire, a ciò che non è soggetto al tempo e allo spazio, di affermarsi.

Enzo Terzano


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Mauro Nobilini (Bologna, 1957, nobilini@yahoo.it)

1978 - Realizza 'il pasto crudo', fumetto pubblicato su 'Cannibale'.

1979 - Prime polaroid catodiche. Compone"Mobil Song Orchestral".

1984 - Collabora con vari stilisti e marchi di moda come copy artist ed art work. Galleria d’Arte Moderna di Bologna performance dedicata a Francesca Alinovi. Pubblicazione di fumetti di copy art su Frigidaire.

1986 - Come art director pubblica 'X' pubblicità sulle riviste internazionali: The Face, The Manipulator. Collabora con la redazione di Vanity.

1988 - Realizza alcune cover/disco. Inizia una ricerca interiore integrata alla pittura. Con Enzo Terzano incontra a Milano Namkhai Norbu Rimpoche.

1989 - Incontra Sai Baba. Dipinge i volti dei maestri del Dharma.

1993 - Incontra Gurumayi Chidvilasananda e viene presentato al dipartimento artistico del South Fallsbourg di New York.

1995 - Riceve insegnamenti dal pittore e Maestro Dugu Choegyal Rimpoche. Espone al Museo Ken Damy di Brescia e alla Basilica di San Miniato al Monte di Firenze.

2000 - Mostra personale antologica allo Studio Ercolani di Bologna.