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Critica d'arte :
Enzo Terzano, Galleria Neon, Comune di Bologna, Quartiere Saffi, Centro giovanile, Personale di Patrizia Uboldi, Bologna, 29-31 marzo 1985, Sala ex Contrattazione.


Personale di Patrizia Uboldi

Sulle orme dell’esperienza pittorica dell’Action Painting americana, ma vagliata da più nutrite introspezioni che ne hanno ridotto l’indice di casualità di distribuzione del colore, si adagia, aggressivamente, la pittura emozionale di Patrizia Uboldi. Registrare in una donna un gesto pittorico, a tratti, così violento e ricco di tensione in movimento, è molto raro, e, soprattutto, è molto lontano dalle esperienze iscrivibili nell’ampio contesto delle pitture uterine e madonnali che da sempre hanno affascinato un folto numero di artigiani della figura onirica o sanguigna che sia, indirizzati esclusivamente verso la “raffigurazione” delle proprie piccole autobiografie. Il colore è qui necessità come lo sono le forme astratte che esso interpreta e, lo spazio nella tela, è raggiunto e organizzato secondo una sapiente disposizione dell’informe. I colori che appaiono di volta in volta predominanti all’interno delle opere sembrano negare, ad uno sguardo più attento, la loro disposizione gerarchica, stratificandosi all’interno di un colorismo marcato, di ampio spettro che, di fatto, fa emergere l’uguaglianza dei rapporti cromatici. Il segno pittorico agisce sulla tela creando delle zone dove la tessitura cromospaziale non esclude interventi figurativi, così che piccoli microcosmi di tipo graffitista emergono a sostegno di una poetica che non nega la forma, anzi la afferma, ma stilizzandola. Questa poetica è espressa nei lavori di medie e grandi dimensioni del periodo tedesco realizzati a cavallo degli anni 1981-1983. Curiosi i disegni presentati nella mostra, sembrano gadgets emotivi, che concedono, in ogni caso, poco a prospettive e angoli interiori, edonisticamente soggettivi.

Enzo Terzano

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Patrizia Uboldi

Patrizia Uboldi lavora attivamente per circa due anni a Dusseldorf dove opera Beuyes alla Free International University e dove segue l’operato di alcuni tra i maggiori esponenti dell’arte tedesca contemporanea come Krieg, Richter, Rinke, Uecker, Hlapheck, Huppi e dell’inglese Cragg. Agli inizi della sua pittura le sono maestri Giacomazzi e Bottarelli mentre, tornata in Italia segue Emilio Vedova a Venezia, dove realizza le prime opere figurative non ancora presentate in una mostra.