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Interviste


Incontro con Rosario Russo ed Enzo Terzano

Rosario Russo ed Enzo Terzano, poco più di 50 anni in due (il primo ha 27 anni e il secondo 24), sono a Taormina per presentare il loro primo film “Al di fuori di noi due”. Di provenienza diversa (Russo è nato ad Arcireale, Terzano nel Molise), si sono conosciuti a Bologna dove hanno frequentato per qualche tempo i corsi del Dams, l’istituto di studi sullo spettacolo.

- Frequentare il Dams – chiediamo – vi è stato utile per realizzare il film?

“Non troppo – rispondono all’unisono – il Dams prepara sul piano teorico, ma su quello tecnico serve a poco. Ad usare la macchina da presa abbiamo imparato da soli”.

- Con quali risultati?

“Buoni, speriamo… In concreto, prima di “Al di fuori di noi due”, Russo aveva realizzato un mediometraggio muto, in super 8, Terzano due documentari, uno dei quali su New York (ancora da montare). Il tecnico, comunque, è Terzano: per “Al di fuori di noi due” ha fatto l’operatore, l’elettricista, il tecnico del suono…”.

- Avete girato in presa diretta?

“Si, e il risultato non è proprio soddisfacente. Il nostro film avrebbe tanto bisogno di un doppiaggio professionale, di una colonna sonora ‘pulita’”.

- Come siete riusciti a produrre il film?

“Un po’ con i soldi delle famiglie, un po’ con quelli guadagnati lavorando. Risparmiando all’osso, non pagando gli attori (sono tutti amici nostri non professionisti), abbiamo speso 15 milioni. Adesso i soldi sono finiti, speriamo che qualcuno ci aiuti per il doppiaggio, appunto, e per la distribuzione”.

- Quanto dura il film? Nel complesso doppiaggio a parte, siete soddisfatti della riuscita tecnica?

“Dura 51 minuti. La riuscita tecnica ci sembra buona: abbiamo adoperato una pellicola speciale in super 8, a colori, che poi è stata gonfiata a 16. Per apprezzare la qualità della fotografia il film va proiettato in una sala piccola”.

- Qual è il tema del film?

“Il tema centrale è quella della crisi della coppia, anzi, di una certa coppia: un uomo ed una donna, ancora giovani, ma non più giovanissimi, vivono insieme da tre anni. Un giorno, dopo un ennesimo litigio si separano. Il film inizia appunto con la loro separazione, e racconta ciò che accade ad entrambi nei tre giorni successivi. Alla fine si riconciliano, ma si tratta di un happy end ingannevole… i problemi di fondo dell’uomo, rimangono, i due tornano a stare insieme soltanto perché non hanno il coraggio di guardare in faccia la realtà. Attraverso la vicenda di due personaggi mediocri, ma ben rappresentativi di una certa condizione, abbiamo tentato di fare il punto sulla realtà del nostro tempo, quando l’esaltazione ‘politica’ del ‘68 è ormai un labile ricordo, e il successivo riflusso nel privato incomincia a mostrare la corda… In due parole, potremmo definire il nostro un film “sentimental – politico”.

- Considerate “Al di fuori di noi due” un punto di arrivo?

“Naturalmente no, e, infatti, stiamo già lavorando alla sceneggiatura di un nuovo film. Forse riusciremo a distribuire

Enzo Terzano