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Interviste


Perché Contemporanea?

Intervistiamo Enzo Terzano ideatore di Contemporanea Biennale di Arte, Filosofia e Spettacolo. Divisa in otto sezioni, affidate alle cure di altrettanti operatori critici, (Pittura e Scultura, Fotografia, Cine-Video e Musica Contemporanea) la manifestazione, promossa dall’AICS, ha concluso la sua prima edizione contando 9000 presenze.

Lab – Com’è nata "Contemporanea".

Terzano – Una biennale nasce per gioco o per calcolo. Contemporanea è nata per gioco. Si è materializzata per incanto dopo un intenso lavoro durato un anno. La stessa cosa non accade a quei critici indolenti che utilizzano il loro tempo ad invidiare il lavoro degli altri e finiscono per averlo perduto… meglio, dimenticato. Bisogna lavorare amabilmente, circondandosi di persone attive a cui dai fiducia, dire parole meno fumose, non cercare di esprimere l’ineffabile, proporre azioni concrete, realizzabili anche per i committenti.

Lab – Hai lavorato in silenzio perché la manifestazione è arrivata sulla città assolutamente inaspettata.

Terzano – Non dimentico di esperienze precedenti quando per il troppo dire mi svuotavo di forza e di idee. Parlare troppo di una cosa a cui tieni, con entusiasmo, è un invito per le persone in malafede a distruggerla sul nascere o peggio, come mi è accaduto, copiano senza ritegno.

Lab – Ma allora anche tu copi e chiami Contemporanea come una mostra fatta da Bonito Oliva.

Terzano – Questa è una cosa diversa… Non accetto che si pongano dei copyright sulle parole, e poi non ti è venuto in mente che potrebbe essere un omaggio? Non mi dire ora però che è merito di Bonito Oliva se a Palazzo Re Enzo all’inaugurazione eravamo in 4000 (stime del Resto del Carlino) o 7000 (stima benevola del Manifesto)?

Lab – No non preoccuparti… però ti ho visto appena dopo la vernice eri un po’ deluso della risposta della stampa…

Terzano – All’inizio si, ma devo confessare che intimamente non chiedevo di più. L’unica delusione è stata la risposta de La Repubblica che in quei giorni si occupava di bocciodromi e tigelle e snobbava una manifestazione che ha letteralmente ‘riaperto’ Bologna, per utilizzare un vecchio slogan del QBO, a chi ha fatto arte per anni e in maniera intelligente e a un pubblico che in fondo riconosciamolo aveva voglia di proposte nuove e ariose… In seguito poi sono arrivate anche molte recensioni…

Lab – Dici che Contemporanea ha ‘riaperto’ Bologna infatti D’Art Room (iniziava ARCI) è venuta dopo…

Terzano – Non a caso, in ogni modo D’Art Room è molto diversa da Contemporanea ha pretese che noi non abbiamo avuto… è molto difficile fare panoramiche europee con così poca esperienza e così pochi soldi… Ci siamo limitati al poco ma ben presentato cercando di rispettare la dignità degli artisti e del pubblico, ripeto senza troppe pretese…

Lab – Qual’è la differenza tra Contemporanea e le altre biennali italiane?

Terzano – Questa domanda mi eleva di colpo e a non esserci abituati si precipita senza scampo… Vediamo. Contemporanea è innanzitutto alla sua prima edizione aspettiamo la seconda per verificare se è una biennale. La differenza è così profonda con le altre manifestazioni italiane che il paragone mi sembra improprio, dunque non lo conduco.

Lab – Questa iniziativa ha in ogni caso un suo centro, un suo senso me lo puoi dire?

Terzano – Abbiamo proposto un tema che è anche un grosso problema del quale nessuno dei critici che conosco si occupa, la disparizione del senso dalle arti ci interroga così intimamente da costituire una sorta di barriera, è difficile continuare a digerire delle opere, dei prodotti così brutti fatti in nome degli interessi estetici e poetici del critico guida e del mercato, piuttosto che secondo una linea che dall’Ermes interiore giunga fino alla soglia della rappresentabilità esteriore… Penso che gli artisti e prima ancora i critici debbano studiare ma molto a lungo e profondamente se stessi poi magari continuare a leggere con occhi più attenti qualche buon libro e guardare qualche buon quadro… sempre con il cuore bada, la testa ci sta uccidendo gli altri sensi…

Lab - Contemporanea la condividi interamente?

Terzano – Mentirei se ti dicessi di si. Diciamo che condivido molte scelte fatte dai miei collaboratori non tutto però mi riguarda…

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