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Interviste


La morte e l’arte

A “tenera è la notte” ospite l’autore molisano Terzano . Un tema inquietante stasera su Rai 2

La morte dell’arte” è il tema della trasmissione televisiva “Tenera è la notte” condotta da Arnaldo Bagnasco che andrà in onda questa sera, su Rai 2, a mezzanotte e venti. L’argomento, sicuramente inquietante, “…mette in discussione il ruolo dell’arte nella società contemporanea evidenziando come la cultura materialista ha saputo disperdere il ruolo sublime che l’arte ha avuto nella classicità e che perdura, nei tempi attuali, nell’ambito delle civiltà tradizionali meglio conservate come quelle indiane e medio orientali”. Ospite della trasmissione, insieme a Paolo Portoghesi, Achille Bonito Oliva, Emilio Tadini e Guido Costa è lo scrittore e critico molisano Enzo Terzano, ormai ospite fisso del poggiolo di Bagnasco. Orlan e Betty B, sono gli artisti ospiti della puntata, su di essi sono puntati i riflettori, l’occhio delle telecamere e lo sguardo critico del massmediologo molisano che interpreta l’aspetto sconvolgente di Orlan, l’artista francese che con le sue operazioni chirurgiche operate per scopi artistici, ha modificato il volto, testimoniando in tal modo, il ruolo individualistico ed esibizionista dell’arte del novecento. La simbologia dell’arte classica in questo scorcio di tempo, diventa uno stratagemma per diventare ‘star’, ornamento delle proprie passioni scevro da ogni potere estetico, come mai? E questa è una delle domande che rivolgiamo a Terzano per introdurre il discorso su una tematica culturale travolgente e di pressante attualità. “Orlan – precisa Terzano – è il tipico artista che ha scelto di modificare il suo corpo per abituarci, partendo dalla chirurgia plastica, alle future manipolazioni genetiche”. Teorizzata all’inizio del novecento dal movimento futurista, l’arte vivente, si presta alle manipolazioni strumentali del corpo e con quali fini? “Nonostante l’evidente carenza di contenuti apprezzabili, in questo tipo d’arte troveremo sempre critici pronti a cavalcare la nuova tendenza e disposti a favorire presso i giovani artisti la moda estetica di flagellare il proprio corpo a scopi artistici. La prova di tale assunto viene dall’atteggiamento di Achille Bonito Oliva che si affianca a galleristi disposti a vendere di tutto pur di fare notizia”. Qual è il senso di questo inutile e sciagurato modo di concepire l’arte? “L’atto di violenza esercitato sui propri e sugli altrui corpi, conferma come quest’arte d’avanguardia, sperimentale, brutta e senza utilità, di cui vediamo il lento e inesorabile morire, ci fa anche comprendere come le avanguardie, in realtà, siano più infelici e meno fertili dei territori canonici dell’arte sacra classica e che la sperimentazione è solo il paravento della perdita di creatività, intesa come capacità di dare un senso condivisibile a forme, suoni e parole”.

Fernanda Pugliese