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Ecologia
dei Mass Media
III.
Ego, informazione e stress
La trasmissione della
conoscenza, nelle società tradizionali, avveniva per via orale
e, solo negli ultimi tempi, si è cominciato a considerare la
trasmissione della conoscenza come uno scambio o una cessione dinformazioni.
Nelle culture orali, la trasmissione della conoscenza, avveniva fra
esseri umani che si conoscevano bene e in maniera approfondita, e
aveva, come scopo principale, quello di dotare lindividuo di
strumenti per la conoscenza di se stesso e del mondo circostante.
Da quando gli uomini, per scambiarsi le conoscenze, non hanno più
avuto necessità di contatti diretti e della collaborazione
di altri individui, hanno avuto bisogno di affidarsi a strumenti tecnologici,
come il libro, il disco, il file, il film ecc. In questo modo, ciò
che un tempo trovava posto nellambito della conoscenza,
non aveva più senso e si è trovato più giusto
e attuale chiamare informazione quella massa di nozioni
elaborate da individui molto distanti fra loro e per lo più
sconosciuti luno allaltro. Ecco perché la conoscenza
ha perduto quel suo carattere peculiare di scambio di esperienze familiari,
fraterne, amicali e di rapporto fra maestro e discepolo.
Anche i temi di questi scambi sono cambiati: la conoscenza era un
bacino didee e di esperienze utili allindividuo per sperimentare
il mondo interiore e per decodificare il mondo esteriore, ma sempre
alla luce di quello interiore. Nel mondo dellinformazione ciò
che si vuole conoscere è il mondo esterno in tutte le sue regole
fisiche e il mondo psichico, il mito, il cosmo interiore, larchetipo,
il simbolo hanno una valenza del tutto occasionale e imprecisa nella
vita quotidiana delluomo tecnologico.
In questo senso il mondo della trasmissione dellinformazione
sembra avere caratteristiche molto diverse da quello della trasmissione
della conoscenza, non solo sul piano delle modalità del passaggio
delle conoscenze e delle informazioni, ma anche sul piano dei temi
e delle conoscenze intrinseche che vengono veicolate e scambiate.
Rispetto alla conoscenza, linformazione, ha piuttosto laspetto
di una merce, in pratica di qualcosa che ha un prezzo e che si compra,
si vende e si scambia per un beneficio reciproco fra gli interessati.
Linformazione pare votata a soddisfare un bisogno temporaneo
e tende ad essere accumulata come fosse qualcosa di materiale:
le strutture e le politiche di comunicazione e la distribuzione della
tecnologia sono fattori che contribuiscono a far sì che alcune
persone siano ricche di informazione e altre povere
di informazione in unepoca in cui la prosperità
e perfino la sopravvivenza dipendono dallinformazione (Pontificio
Consiglio delle Comunicazioni Sociali, 2000, 16-17).
Efficienza ed eccesso dinformazione, nel mondo contemporaneo,
viaggiano di pari passo e tramite questa coppia, che si potrebbe chiamare
anche la coppia generatrice dello stress, è regolata lattività
del mondo interiore, domestico e ludico, e di quello esteriore professionale
e competitivo. Sembra che linformazione abbia una limitata possibilità
di aiutare lindividuo a conoscere se stesso cioè ad essere
volta a beneficio interiore come strumento di navigazione nella mente
naturale: Quale nome dovremmo dare a ciò che nome non
ha, alleterna materia comune della mente? (Kerouac, 1996,
16, 14).
Piuttosto che verso linteriorità, linformazione,
ha la qualità di soddisfare il bisogno dellego che tenta
di accumulare conoscenze, con orgoglioso individualismo, e per scopi
in genere molto materiali: produzione e distribuzione di beni per
profitto; carriera e prestigio sociale; erudizione coltivata per affermare
opinioni individuali e allo scopo di creare unegemonia intellettuale
e finalità analoghe.
Linformazione ha una caratteristica che la distingue dalla conoscenza,
è adatta ad essere trasmessa tramite uno strumento tecnologico,
mentre la conoscenza si adatta molto bene, come insegna Platone (Cfr.
1.2), ad essere trasmessa oralmente, cioè tramite la presenza
simultanea di esseri viventi che dialogano.
Questa ci sembra una prima importante differenza fra i due grossi
sistemi di comunicazione, quello orale e quello tecnologico. Limmediatezza
della comunicazione orale e gestuale, risiede nellessere esercitata,
viso a viso, fra esseri viventi che comunicano, servendosi del loro
corpo munito dei sensi e degli attributi della mente e dellenergia.
La comunicazione tramite mediazione, che si attua appunto quando interviene
un mediatore, cioè uno strumento di carattere artificiale esterno
alluomo, al contrario di quella orale, separa gli esseri viventi
fra di loro e rende i loro corpi, gli attributi sensoriali e della
coscienza, meno necessari.
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